Infertilità maschile e varicocele

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Un numero considerevole di studi recenti suggerisce che il fattore maschile rappresenta la causa unica più frequente di infertilità fino al 40% dei casi da solo o in associazione ad altri disturbi della partner. Nonostante gli enormi progressi compiuti nella ricerca delle cause di infertilità maschile, ancora una grossa percentuale è attribuita a cause sconosciute.

Epidemiologia dell’infertilità di coppia

Secondo uno studio condotto da Skakkebaek nel 1994, l’infertilità riconosce

  1. per il 30-40% una causa maschileinfertilitamaschile001 Infertilità maschile e varicocele
  2. per il 30-40% una patologia femminile
  3. per il 20% un problema di entrambi e
  4. per il restante 10-20% una causa sconosciuta

Si può distinguere tra infertilità maschile primaria, quando l’uomo non ha mai fecondato alcuna donna, e infertlità maschile secondaria, quando l’uomo ha già fecondato una donna (partner attuale o precedente). In questo secondo caso, normalmente le probabilità di recuperare la fertilità sono maggiori rispetto all’infertilità primaria.
Sebbene l’infertilità maschile diventi oggetto di attenzione da parte degli uomini solo nel momento in cui cercano un figlio, i problemi che potranno portare ad alterazioni riproduttive possono sorgere fin da bambini.

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Fattori di rischio

I fattori di rischio che possono influenzare negativamente per tutto l’arco della vita di un uomo la sua capacità riproduttiva sono numerosi, determinando situazioni di infertilità transitorie o definitive.

Febbre
Quando, per diverso tempo, la febbre supera i 38,5°c può alterare la spermatogenesi per un periodo compreso fra 2 e 6 mesi successivi.infertilitamaschile002 300x108 Infertilità maschile e varicocele

Farmaci
Alcuni farmaci possono avere un effetto soppressivo sulla fertilità. L’arresto definitivo della spermatogenesi può essere causato dall’irradiazione in zona genitale o da farmaci antitumorali.

Trattamenti chirurgici
Una alterazione temporanea della spermatogenesi può verificarsi a seguito di un grosso intervento chirurgico (soprattutto se effettuato in anestesia generale) e durare 3-6 mesi. Alcuni interventi sull’apparato genito-urinario possono determinare talvolta una riduzione definitiva della fertilità.

Infezioni urinarie
Episodi ricorrenti e trattamenti inadeguati possono essere associati a danni testicolari e epididimari con conseguente scarsa qualità del liquido seminale.

Malattie trasmesse sessualmente
Alcune malattie a trasmissione sessuale quali la sifilide, la gonorrea, le infezioni da Chamydia trachomatis, Lymphogranuloma venereum e il virus HPV, possono rappresentare fattori di rischio per la fertilità.

Epididimite
Anche un’infiammazione dell’epididimo rientra tra i fattori di rischio. L’epididimo è una formazione allungata posta lungo il margine posteriore del testicolo, i cui dotti servono per il deposito, il transito e la maturazione finale degli spermatozoi.

Orchite post parotitica
L’orchite (infiammazione del testicolo) può determinare infertilità. In età pediatrica può essere conseguenza della parotite (orecchioni), ma può comparire anche in caso di altre infezioni virali o batteriche. La parotite non complicata da orchite non interferisce con la fertilità e non è quindi considerata vero fattore di rischio.

Varicocele
Il varicocele è presente fino al 35% degli uomini infertili e può essere abbastanza difficile da riconoscere all’esame obiettivo. Anche un piccolo varicocele può arrecare un danno significativo alla produzione di spermatozoi per cui esso va preso in seria considerazione clinica in presenza di riduzione del numero e/o della mobilità e motilità degli stessi. La terapia del varicocele è esclusivamente chirurgica e si può eseguire in regime di chirurgia ambulatoriale.

Criptorchidismo
La ritenzione del testicolo monolaterale o bilaterale influenza in modo variabile la fertilità. La sua correzione precoce, sia farmacologia che chirurgica, è ritenuta indispensabile per garantire la fertilità futura e per ridurre il rischio di tumore del testicolo, molto più frequente nei soggetti con testicolo criptorchide o già criptorchide.

Traumi e torsioni testicolari
Sono fattori di rischio in particolare i casi accompagnati da danno diretto al testicolo. Tra i fattori che incidono negativamente sulla infertilità maschile ci sono il fumo, i fattori ambientali (inquinamento), l’esposizione a sostanze tossiche, l’abuso di alcol, l’ uso di droghe.

Disfunzioni sessuali
Le disfunzioni sessuali, cui possono associarsi problemi di fertilità, sono l’eiaculazione retrograda (che non consente la deposizione del seme in vagina poiché viene eiaculato nella vescica) e la disfunzione erettile (l’incapacità a raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente per un rapporto sessuale soddisfacente).

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La diagnostica dell’infertilità maschile

La diagnosi di infertilità maschile segue un iter specifico standardizzato rappresentato da:

  1. anamnesi e contemporanea valutazione del fattore femminile
  2. esame obiettivo
  3. esame del liquido seminale
  4. ecocolordoppler scrotale
  5. ecografia transrettale di prostata, vescicole seminali e dotti eiaculatori.
  6. esami ematologici
  7. diagnostica genetica
  8. esami citologici e colturali su secreto prostatico
  9. diagnostica invasiva

Tale iter diagnostico fatto eseguire dallo specialista andrologo può in molti ma non in tutti i casi portare a stabilire la causa della infertilità maschile.

Esame del liquido seminaleinfertilitamaschile003 300x227 Infertilità maschile e varicocele
Le anomalie che l’esame del liquido seminale può evidenziare sono:

Un basso numero di spermatozoi, o oligospermia. Si ritiene in grado di fecondare un liquido seminale contenente almeno venti milioni di spermatozoi per un millilitro; una quantità inferiore di spermatozoi è ritenuta possibile causa di sterilità.
Assenza totale di spermatozoi o azoospermia. Il testicolo non riesce a produrne spermatozoi oppure ne produce ma essi non si evidenziano a causa di una ostruzione delle vie seminali.
Ridotta mobilità degli spermatozoi o astenospermia. In tal caso gli spermatozoi sono incapaci di raggiungere e fecondare l’ovocita nelle tube di Falloppio.
Alterazioni della forma o teratospermia. In questo caso lo spermatozoo risulta incapace di penetrare lo strato esterno dell’ovocita.

Esami ematologici
Agli esami ematologici di routine si aggiungono gli esami ormonali, indirizzati alla valutazione degli ormoni che stimolano la produzione di spermatozoi e talvolta gli esami genetici.

Esami strumentali
L’ecocolordoppler scrotale e l’ecografia prostatica transrettale sono esami fondamentali con i quali si valutano la morfologia dei testicoli e della prostata, l’eventuale presenza di masse, noduli, infiammazioni ecc. ma soprattutto ci consentono di fare una diagnosi accurata di varicocele o di prostatite.

Diagnostica invasiva
Nei casi in cui sia riscontrata la totale assenza di spermatozoi nell’eiaculato (azoospermia) o una severa riduzione degli stessi (oligospermia) è utile e talvolta fondamentale eseguire una biopsia del testicolo che potrà non solo dimostrarci la eventuale presenza di spermatozoi nel testicolo stesso ma darci inoltre la possibilità di prelevarne per utilizzarli in varie procedure di fecondazione assistita.

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Terapia

L’obiettivo del trattamento dell’infertilità maschile è quello di migliorare la qualità del seme del paziente. Il trattamento della causa di infertilità maschile può determinare un aumento di probabilità di concepimento naturale. Laddove ciò non avvenga o non sia possibile serve comunque a migliorare la probabilità di successo delle tecniche di fecondazione assistita o consentire di utilizzare tecniche meno complesse come ad esempio l’inseminazione intrauterina.
Si stima che 1/3 degli uomini infertili, una volta sottoposto alle adeguate cure, riesce ad avere una paternità naturale. Per gli altri aumentano le possibilità di successo della fecondazione assistita.
In base alla gravità delle alterazioni, l’andrologo può avvalersi di diversi trattamenti, dai più semplici ai più complessi. E’importante sottolineare che anche i casi più ostinati di sterilità maschile possono essere sottoposti a terapia medica; infatti, perfino i casi che fino a pochi anni fa avevano come unica soluzione l’inseminazione artificiale da donatore o l’adozione, oggi possono essere trattati con successo mediante tecniche di micromanipolazione.

Terapia farmacologia
La terapia farmacologia è finalizzata a correggere quelle alterazioni che hanno determinato l’infertilità non esistendo una terapia univoca che aumenti la concentrazione degli spermatozoi e ne corregga le anomalie di forma. Ad esempio determinati ormoni vengono utilizzati con successo per combattere l’ ipogonadismo ipogonadotropo o dopo l’intervento di varicocele.. Antibiotici ed antinfiammatori si usano nella terapia delle infiammazioni del testicolo e della prostata e sostanze cosiddette “antiossidanti” si utilizzano per migliorare la qualità dello spermatozoo.

Terapia chirurgica
La terapia chirurgica dell’infertilità maschile è finalizzata alla risoluzione dei problemi che l’hanno determinata, quali l’ostruzione delle vie seminali, le cisti o altre malformazioni dell’utricolo prostatico o il varicocele. L’intervento chirurgico di correzione del varicocele non può sempre assicurare la gravidanza spontanea ma è comunque consigliato, sia perchè è dimostrato scientificamente che la persistenza del danno testicolare da esso causato determina ulteriore, progressivo e ingravescente danno della spermatogenesi, sia perché il miglioramento dei parametri seminali determina un aumento delle percentuali di successo delle tecniche di procreazione medica assistita.
Tecniche chirurgiche mini invasive sono inoltre utilizzate per il prelievo dal testicolo di spermatozoi da utilizzare per la fecondazione in vitro.

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