Cancro del pene

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Il cancro del pene è determinato dalla trasformazione maligna delle cellule che costituiscono il “rivestimento” dei tessuti del pene.
Le  sedi più comuni sono il glande e la pelle che lo ricopre detta prepuzio.
E’ una malattia abbastanza rara colpendo in prevalenza le persone anziane.
Fra le possibili cause di sviluppo di questo tumore si devono considerare soprattutto la scarsa igiene e le malattie sessualmente trasmesse oltre ad alcuni fattori predisponenti di tipo non ereditario.
Rarissimo in quelle popolazioni la cui religione prevede la circoncisione, ossia l’eliminazione del prepuzio con un piccolo intervento chirurgico. La stessa ha un effetto di “protezione” da questa malattia in quanto il pene circonciso è sicuramente più pulito ed inoltre meno aggredibile da agenti patogeni quali virus, batteri e funghi come dimostra  l’incidenza quasi assente di carcinoma del pene negli ebrei e nei musulmani. Altri fattori di rischio sono il papillomavirus umano (HPV), il fumo di sigaretta (ancora lui!)e le infezioni batteriche croniche. Molti studi scientifici hanno dimostrato che il fumo aumenta di 2-3 volte il rischio di cancro del pene.
I sintomi più comuni sono la presenza di una escrescenza o di un nodulo sul glande o sul prepuzio, accompagnato o meno da dolore,  prurito, sanguinamento o più raramente disturbi urinari. La presenza di fimosi (cioè la impossibilità di scoprire il glande a causa del prepuzio troppo “stretto”) può occultare la lesione determinando un ritardo nella diagnosi che spesso risulta fatale. Frequentemente si associa la presenza  di una tumefazione della regione inguinale determinata dall’ingrossamento dei linfonodi, dovuta sia ad una reazione infiammatoria causata da lesioni ulcerate o infette del pene, sia a localizzazione secondaria del tumore stesso (metastasi).
Oltre che visiva, la diagnosi si avvale di indagini strumentali come la tomografia computerizzata (TAC), la risonanza magnetica (RM) e l’ecografia. Queste sono di ausilio nella “stadiazione” del tumore e ci indicano la prognosi oltre che un corretto approccio terapeutico. Ma la conferma definitiva ci è data dall’esame istologico di un prelievo del tessuto malato che si esegue ambulatorialmente in anestesia locale.
La terapia è esclusivamente chirurgica e prevede dalla semplice asportazione completa del tumore alla amputazione del pene, associata spesso alla escissione dei linfonodi inguinali. A seconda della stadiazione e dell’esame istologico possono essere associati trattamenti chemio e radioterapici.
PROGNOSI
La sopravvivenza dalla malattia è influenzata dallo stadio della stessa al momento della diagnosi, dal tipo istologico del tumore (aggressività) e dalla presenza di metastasi vicine o a distanza dalla lesione.
Sembrerebbe inutile ma è doveroso sottolineare che la diagnosi precoce offre le maggiori possibilità di guarigione, spesso senza dover ricorrere a menomazioni che oserei considerare brutali sia dal punto di vista fisico che psicologico del maschio.
Anche in questo caso è spesso la vergogna di farsi visitare i genitali dallo specialista che fa incorrere in fatali ritardi nella diagnosi.


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