Deficit dell’erezione

Disfunzioni sessuali, homepage


Il deficit della erezione è un problema molto diffuso che oggi può essere risolto in maniera definitiva. Sebbene sia considerata una affezione benigna, essa può avere un impatti drammatico sulla qualità della vita di molti uomini e delle loro partners. Le possibilità di trattamento sono diverse, ciascuna personalizzata a seconda dell’eziologia dell’affezione e delle esigenze del paziente ed è compito dello specialista Andrologo-Urologo deciderne le più adatte ed efficaci.

Cause e cure

Il deficit della erezione è definito come la costante incapacità a raggiungere e/o mantenere una erezione sufficiente per espletare un rapporto sessuale soddisfacente. E’ una affezione estremamente comune occorrendo in circa il 10% della popolazione maschile; circa un uomo su tre oltre i 50 anni ne soffre. Per molti anni si è creduto che il 90% delle cause fosse da attribuire a motivi di ordine psicologico, ma con gli studi più recenti si è dimostrato che questi sono responsabili al massimo del 30% dei deficit dell’erezione e che questa percentuale diminuisce con l’aumento dell’ età. La disfunzione erettiva può essere causata da una moltitudine di fattori: diabete, arteriosclerosi, ipertensione, disfunzioni ormonali, patologie del sistema nervoso, farmaci, interventi chirurgici, alcolismo, ipercolesterolemia, fumo di sigaretta, morbo di Peyronie, traumi, depressione o ansietà. In tutti i casi può essere curata con esito positivo. L’Andrologo e l’Urologo sono gli specialisti più idonei per la diagnosi e la cura di questa patologia.

Diagnosi

Valutazione clinica
In genere il paziente impotente viene sottoposto inizialmente a valutazione psicologica, ponendo una serie di domande specifiche circa gli eventi che hanno portato all’insorgenza dell’affezione. Tale valutazione è facilitata dall’uso di questionari valicati internazionalmente quale l’International Index of Erectile Function. Si passa successivamente ad un esame fisico completo.

Dosaggi ormonali
Gli ormoni sessuali, la prolattina, gli ormoni tiroidei possono contribuire al deficit dell’erezione. E’ necessaria inoltre una determinazione della glicemia, poiché il diabete è statisticamente fra le cause più frequenti di disfunzioni sessuali.


Ecocolordoppler penieno dinamico

L’ecocolordoppler penieno dinamico è un’indagine ultrasuonografica che serve ad accertare le condizioni delle arterie del pene al fine di valutare se sono integre (visualizzandone il loro decorso) e se queste portano sangue ai corpi cavernosi in quantità e pressione sufficienti. Sostanzialmente è identico a quello che viene eseguito sulle arterie di altre parti del corpo con la differenza che le strutture in esame vengono stimolate con farmaci vasoattivi nella fase cosiddetta dinamica (PgE1 o cocktail di PgE1, fentolamina e papaverina). Una sonda viene appoggiata in corrispondenza delle arterie che si vogliono controllare: si hanno così delle immagini e un tracciato che ne mostrano le condizioni.
Inoltre con l’avvento della metodica “Power-Doppler”, importante evoluzione tecnica, ha assunto sempre maggiore importanza l’osservazione dell’aspetto morfologico della distribuzione vasale endocavernosa consentendo così l’individuazione di patologie ai primissimi stadi, o addirittura in fase latente, in soggetti “a rischio vascolare” (es. ipertesi arteriosi, diabetici, dislipidemici, fumatori) anche in età giovanile. L’indagine, non fastidiosa né dolorosa, è eventualmente ripetibile dopo adeguata terapia vasoattiva nei casi di disfunzione erettile prettamente vascolare.

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Studio erezioni notturne con Rigiscan

L’uomo ha normalmente dalle 2 alle 6 erezioni durante alcune fasi del sonno. L’assenza o l’insufficienza di tali erezioni suggerisce una causa organica piuttosto che psicologica dell’impotenza. Lo studio più detta­gliato delle erezioni notturne viene eseguito utilizzando al proprio do­micilio per 2 o 3 notti un piccolo sofisticato monitor elettronico fissato alla coscia e collegato al pene.

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Test di sensibilità vibratoria cutanea – Biotesiometria

Esplora la funzionalità sensitiva della cute del pene, valutata mediante misurazione della soglia di percezione di vibrazioni di inten­sità crescente applicate a vari punti della superficie peniena.

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Valutazione della innervazione autonomia dei corpi cavernosi con S.P.A.C.E.

Mi­sura dei tempi di latenza degli archi riflessi indotti da impulsi elettrici. S.P.A.C.E. (analisi dei singoli poten­ziali di attività elettrica cavernosa): strumento molto sofisticato ed an­cora poco diffuso, consente la valutazione della integrità funzio­nale della innervazione autonomica dei corpi cavernosi: indispensabile nella valutazione dell’impotenza neurogenica (diabete, chirurgia pel­vica, neuropatie periferiche ecc.).

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Cavernosometria dinamica

Valutazione sia del sistema arterioso che venoso ottenuta mediante infu­sione di fluidi nel pene e misurazio­ne delle variazioni pressorie endo-cavernose sia all’induzione che du­rante il mantenimento dell’erezione.

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I.C.I. (Intra Cavernous Injection) test

Iniezione Intra Cavernosa di farmaci vasoattivi, onde ottenere una erezione valida e dimostrare indi­rettamente una buona funzionalità vascolare.

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Trattamento

Psicoterapia
Utile nei deficit erettivi psicogeni e soprattutto quando entrambi i partners partecipano alla terapia.

Medicamenti Orali
Yohimbina: agisce a livello delle terminazioni nervose e rappresenta per un numero limitato di pazienti una buona soluzione. E’ in genere ben tollerata.
Trazodone: meno impiegato ma utile in casi selezionati.
Sildenafil, Tadalafi e Vardenafil: di farmaci inibitori selettivi delle fosfodiesterasi, sono in grado di ripristinare la risposta naturale ad uno stimolo sessuale, potenziando il raggiungimento e il mantenimento della erezione. Apomorfina: somministrabile per via sublinguale, agisce a livello del Sistema Nervoso Centrale mediante attività agonista sui recettori dopaminergici. Ha dimostrato una efficacia nel trattamento di varie forme di disfunzione erettiva.

Medicamenti locali
Pomate alla papaverina, cerotti alla nitroglicerina, preparati a base di minoxidil, ecc. Di scarsa efficacia, tali farmaci mirano ad un incremento dell’apparato arterioso penieno.

Terapia intrauretrale
M.U.S.E. : medicamento a base di PGE1 da inoculare nell’uretra per mezzo di una piccola canula. Assorbita attraverso la mucosa è in grado di provocare erezione sfruttando le connessioni vascolari con i corpi cavernosi.

Ormoni
Utile esclusivamente in pazienti con documentato squilibrio ormonale.

Vacuum therapy
E’ un metodo meccanico, non chirurgico di induzione dell’erezione.
Il pene è posto in un tubo cilindrico in cui viene praticato il vuoto: si induce così una erezione passiva che è mantenuta per un tempo limitato applicando un anello elastico alla base del pene.

Terapia endocavernosa
E’ stato il trattamento più utilizzato: l’erezione viene indotta dalla iniezione diretta nei corpi cavernosi di un farmaco vasoattivo, tipo prostaglandina, papaverina etc. I farmaci utilizzati vengono personalizzati, singolarmente o miscelati, a seconda della reazione individuale e della tollerabilità.

Impianti protesici
La protesi peniena è un cilindro che viene inserito mediante intervento chirurgico in ciascun corpo cavernoso del pene onde garantirne una erezione valida. Ci sono oltre 15 modelli diversi di protesi disponibili che possono essere classificate in due gruppi: le semirigide e le gonfiabili. Sono proposte a pazienti selezionati dopo l’eventuale fallimento o la mancata soddisfazione con terapie farmacologiche che tuttavia si dimostrano sempre più efficaci con il progredire della ricerca.

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